Le star contro Trump? Fanno un regalo al tycoon

Le star contro Trump? Fanno un regalo al tycoon

Otto anni fa, quando era Obama a guardare con speranza alla Casa Bianca, alcune celebrità americane prestarono volto e voce alla campagna del futuro presidente.  Il risultato fu di ottimo gusto e di straordinaria efficacia comunicativa. “Yes we can” non risuonò più solo come un indovinato slogan elettorale, ma come il verso di una canzone portatrice di un messaggio gradevole e positivo.

Alcune delle stesse celebrità, due mandati presidenziali dopo, ancora una volta non hanno esitato a partecipare alla campagna elettorale. Anche in questa occasione lo sforzo è stato prodotto nell’interesse della candidatura democratica, ma con un risultato molto diverso: il messaggio è declinato in senso negativo e punta a mettere in guardia dagli elettori dai danni che il candidato Repubblicano, Donald Trump, potrebbe arrecare agli Usa se fosse eletto Presidente.
«Una malattia», così viene definito il tycoon, «un vigliacco abusivo e razzista, che può danneggiare permanentemente le fondamenta della nostra società». A prescindere da quanto possa essere condivisibile, il messaggio è confezionato nel modo peggiore possibile e paradossalmente può finire per avvantaggiare il repubblicano, assetato di visibilità.

Condividi

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su whatsapp
WhatsApp

Vuoi rilanciare il tuo business? Hai bisogno di una comunicazione efficace.

Scopri cosa possiamo fare per te

Articoli recenti

Non perdere i nostri aggiornamenti. Iscriviti alla nostra newsletter

offerta speciale
Fai ripartire il tuo business

Sito web completo + logo

a sole 490 €

(*) I prezzi esposti in questa pagina si intendono iva esclusa
(**) L’offerta si riferisce a siti web di tipo “vetrina”. Sono esclusi gli e-commerce

Apri la chat
Ciao, cosa possiamo fare per te?